fbpx

Cosa cercano di preciso i Millenials in azienda, oggi?

Non molto tempo fa abbiamo parlato delle abitudini di consumo di Millenials e generazione Z. Le stesse generazioni si stanno guardando intorno, per cercare nuovi lavori e avviare le proprie carriere.

Ma come si sovrappongono abitudini di acquisto e richieste al mondo del lavoro? Vediamolo insieme.

Un binomio inconsueto: acquisti e lavoro, shopping e professione

Nell’articolo che abbiamo linkato in apertura a questo abbiamo parlato di abitudini di acquisto, non di professione e lavoro. Di shopping, di nuove esigenze economiche, di come i giovani e i giovanissimi, tutte le persone nate dopo il 1985, spendono e spenderanno il proprio denaro.

Può non sembrare un collegamento limpido e lineare, ma in realtà crediamo lo sia al 100%. Le abitudini di acquisto dei Millenials ricalcano alla perfezione le richieste che fanno al mondo del lavoro.

Una generazione intrisa di ideali come la loro vuole guadagnare il denaro da spendere in aziende che somigliano a quelle preferite per i propri acquisti.

Cosa vogliono i Millenials dai propri acquisti

Richiamiamo in pochi punti cosa i Millenials vogliono e cercano con i propri acquisti.

  • Effetto alone, di riconferma sociale. Gli acquisti dei Millenials sono orientati ad affermare la propria individualità e personalità tramite gli acquisti.
  • Sensibilità etica: questa generazione è tra le più sensibili ai temi etici, seconda solo alla generazione Z. Si trovano però schiacciati tra incudine e martello: il loro basso potere d’acquisto (più basso di quello dei genitori) gli impone acquisti pragmatici, anche a discapito dell’etica. Vorrebbero, ma non possono, in moltissimi casi.
  • Digitalizzazione, social e e-commerce: Millenials e generazione Z sono le prime pioniere e native digitali. L’analogico esiste come una vestigia vintage, romantica, non al servizio la vita quotidiana. Bellissimi i dischi in vinile, da collezionare ed esibire per una cena tra amici: ma nel tragitto tra casa e l’Università o il lavoro usano Spotify. I loro acquisti passano nella maggior parte dei casi da Internet: tra recensioni, opinioni degli influencer, acquisti virtuali.
  • Guardare di più, ma acquistare meno, sfruttando offerte e sconti: il limitato potere di acquisto di cui abbiamo parlato induce i Millenials a provare piacere per lo shopping, ma a limitare i propri acquisti effettivi. Prima di saldare il conto leggono recensioni, cercano sconti e promozioni, guardano decine di stories dell’influencer di cui più si fidano.
  • La generazione Millenials è intrisa di idealismo, cerca una eccellente esperienza di acquisto e compra da chi condivide i propri valori.
  • Sarà, probabilmente, l’ultima generazione ad usare attivamente Facebook.

Millenials in azienda: una sovrapposizione di richieste

I Millenials in azienda avranno richieste simili a quelle fatte per i propri acquisti.

Il motivo, a nostro parere, è uno solo: la persona che sono e che vogliono dimostrare di essere è diventata un tutt’uno con il mondo circostante. Per manifestarla in modo pieno cercano gli stessi valori e ideali in tutti gli ambiti della propria giornata: incluso quello lavorativo.

Le difficoltà congenite al periodo storico in cui sono nati e vissuti li hanno resi contemporaneamente pragmatici e idealisti: hanno mire e ambizioni alte, cercano di non farsi schiacciare totalmente, pur senza perdere un occhio critico e un po’ disincantato sul mondo.

E allora, proviamo ad analizzare quelle abitudini di acquisto, rovesciandole nelle abitudini di lavoro.

Millenials in azienda: l’effetto alone del lavoro

I Millenials in azienda cercano un lavoro e un ambiente figo. Potrà sembrare superficiale, ma le evidenze sono piuttosto spietate: interrogati sulle loro ambizioni, i giovani confermano che vogliono lavori che confermino ed alzino il proprio status, ambienti stimolanti, rigogliosi, non tetri ufficietti grigi con mansioni ripetitive e standardizzate. La responsabilità e l’entusiasmo sono capisaldi del lavoro per i Millenials, che non si possono più adeguare a mansioni cupe e teoriche.

Più liberi e spigliati cercano il contatto umano e personale: vogliono confronto con i superiori e i colleghi, sperano nelle cene aziendali e nel team building, sono a proprio agio con il casual Friday.

Sensibilità etica

Le aziende a cui i Millenials ambiscono maggiormente sono quelle impegnate seriamente in almeno un ambito della sostenibilità etica.

Che sia l’ambiente, le pari opportunità, la mescolanza etnica del team, i Millenials in azienda sono tra quelli che propongono e promuovono progetti di corporate social responsability. E, soprattutto, notano se l’azienda non li valorizza o non li considera.

La sensibilità etica che li contraddistingue li porta anche a valorizzare il proprio work-life balance, il bilanciamento tra vita privata e lavoro, e l’ambiente professionale. Non passano facilmente sopra ambienti tristi, cupi, tossici o abusivi, e cercano aziende in cui ci si cura davvero del loro benessere.

Millenials in azienda: l’impulso alla digitalizzazione

Serve davvero spiegarlo, alla generazione nata con il walkman e arrivata a Spotify? Senza digitalizzazione totale e procedure semplificate e informatiche, i Millenials in azienda non arriveranno.

Non perché non possano: tutti loro hanno almeno una volta fatto una fotocopia o inviato un fax. Ma non vogliono.

Conoscono i vantaggi dei drive e dei cloud sulle chiavette USB, e non vogliono farne a meno durante la propria giornata di lavoro.

Maggiore ricerca preliminare, con tutti i mezzi a disposizione

Hai mai sentito parlare di Glassdoor.com? Chi lavora o ha lavorato almeno una volta in un paese anglosassone lo conosce di sicuro.

Si tratta di un sito di ricerca di offerte di lavoro, con una particolarità in più (poi mutuata anche da LinkedIn): gli utenti possono caricare recensioni anonime delle aziende per cui hanno lavorato.

E le recensioni sono tanto positive quanto negative: si sottolinea l’ambiente aperto e disponibile come i ritardi dei pagamenti, il team disposto a formare i collaboratori come l’assenza di infrastrutture di qualità.

I Millenials usano Glassdoor. Se sono interessati alle multinazionali con uffici in tutto il mondo, Italia inclusa, leggono le recensioni sulle altre sedi, facendosi un’idea del clima aziendale.

Poi passano a LinkedIn: controllano se hanno contatti in comune con il direttore dell’HR o con i titolari, verificano i commenti ai post e alle competenze dichiarate.

Google My Business non manca, nella loro lista di ricerca: guardano le recensioni, anche quelle dei consumatori. Anche dalle loro opinioni si possono capire cose interessanti sul clima aziendale.

E poi, per ultimo, c’è Facebook.

Facebook

I Millenials sono probabilmente l’ultima generazione ad utilizzare attivamente Facebook: i più giovani sono orientati ad Instagram e a Tik Tok (che, evidentemente, diventeranno i motori di ricerca degli annunci di lavoro del futuro).

Su Facebook, di un’azienda interessante, controllano tutto:

  • cosa si racconta del clima aziendale, dei progetti futuri, del team;
  • quali progetti di CSR sono attivi al momento;
  • cosa pensano i consumatori e gli utenti finali dell’azienda;
  • se i profili sono curati, attivi, responsivi;
  • se ci sono offerte di lavoro attivate tramite ADV sulla piattaforma.

E da quella vetrina che cerca di esporre il meglio dell’azienda in questione traggono le proprie conclusioni: con quali valori cerca di attirare talenti?

I Millenials in azienda cercano esperienza e valori

Il penultimo dei punti che vogliamo analizzare è proprio questo: esperienza e valori. I Millenials in azienda cercano un clima e un ambiente che risponda ai loro valori e alla propria etica. Cercano un’esperienza di lavoro, tanto quanto un’esperienza di acquisto, ed è per questo che fanno molta più ricerca dei genitori prima di mandare un curriculum.

Guardano i bonus e gli incentivi ovviamente: ma a parità di stipendio non scelgono l’ufficio più vicino a casa, ma quello con prospettive di crescita più rigogliose, che li apre al mondo e al futuro.

O davvero credi che i giovanissimi che lavorano per Google abbiano scelto la multinazionale per l’ampio parcheggio strombazzato negli annunci?

Formazione e crescita: l’aspetto su cui i Millenials in azienda non transigeranno mai più

C’è un ultimo aspetto che vogliamo sottolineare. I genitori dei Millenials, forse, potevano accettare un posto fisso e sicuro fino alla pensione, anche con minima formazione e responsabilità. In un certo senso, gli sarebbe stato bene entrare in azienda a 18 anni con una mansione, e arrivare all’ultimo giorno di lavoro con all’incirca lo stesso impiego.

I loro figli, no. I Millenials in azienda, più di ogni cosa, cercano formazione e crescita.

Bramano più responsabilità, e per averle e soddisfarle devono imparare: vogliono mutare il proprio ruolo, arrivare a gestire un reparto o dei collaboratori, selezionare qualcuno, ad un certo punto della carriera, da istruire per fargli prendere il loro ruolo.

Se non sei disposto ad offrire formazione di alto livello e verosimili prospettive di crescita, ci dispiace dirlo, ma nella tua azienda i Millenials, pieni di idee e proposte per il futuro, non arriveranno mai.

RightBrainCommunication

Author RightBrainCommunication

More posts by RightBrainCommunication